E' il turno di Mino Passoni, l'uomo della fatica, del mezzofondo, ha fatto tanti chilometri, quante le parole che ha riversato in questa intervista!!!!
Mino, cosa faresti senza il mezzofondo?
Senza mezzofondo ...passerei a seguire come faccio gia' il fondo e le Ultra maratone.
Scherzi a parte, io oltre all’atletica seguo il Triathlon di cui alcuni "miei" atleti sono gia' in nazionale ed hanno partecipato a Mondiali , europei e sono anche stati P.O.
Non e' finita, perche' sono preparatore atletico di una squadra di basket , femminile ovviamente, che milita in sere B2 ( US USMATE-salta tra la B1 e la B2 continuamente).
Inoltre faccio attivita' motoria nelle scuole elementari..lavoro permettendo (sono impiegato in una azienda di telecomunicazioni) .
Io ho una mia piccola societa' di atletica , personale, il CTL3 ATLETICA e i tesserati per questa societa' sono 140.
Comunque, senza dubbio ,correre e far correre e' per me motivo di estrema passione.
Perchè corri dietro agli atleti durante le gare, non sai che è vietato?
Non corro dietro gli atleti, ma mi sposto continuamente sul percorso con non poca fatica e questo fa sembrare che gli corra a dietro , quello che sicuramente faccio e che sembra sia sempre con loro in gara e' incitarli a gran voce.
Perchè? Perchè sono stato atleta e so cosa significa avere chi ti segue in gara anche con il semplice incitamento (e non solo per chi sta davanti , ma l'incitamento e' per tutti). Standogli "addosso" spesso si riesce a far capire cosa e come fare certe azioni e non farne altre.
Ovviamente tutto questo tende a finire, quando l'atleta raggiunge una certa maturita' e quando corre quindi in contesti diversi rispetto alle garette di preparazione.
La soddisfazione più bella della tua carriera di tecnico e cosa hai ricevuto dai giovani che hai avviato allo sport?
Di soddisfazioni ne ho avute molte ,anche di delusioni ovviamente , le piu' belle le ho avute certamente quando collaboravo con Giorgio Rondelli nel seguire mia moglie Laura, sopratutto quando ha raggiunto per la prima volta l'obbiettivo di partecipare ai campionati del Mondo di cross a Varsavia nel 1987, mondiali che poi ha rifatto per altre tre volte (1989-1990-1991).
Il tecnico formalmente era Giorgio, ma la parte pratica era tutta a mio carico.
Da solo , la prima grande soddisfazione con Filippo Meani che nel lontano 1993 e' arrivato secondo ai campionati Italiani under 16 negli 800 .
E' stato il primo piccolo atleta che ho cresciuto. Nell'anno successivo il record italiano di staffetta svedese con la categoria cadetti (allora allenavo alla US CASATI ARCORE).
Dopo Meani mi ha dato tanto Rossi Alessandro terzo agli Italiani indoor sempre negli 800 quando era promessa nel 2000 (NB: nella sua carriera interrotta presto ha messo dietro Goran Nava , Francesco Roncallie si e' giocato un posto sul podio da cadetto con Cristian Obrist).
Tra le donne senza dubbio le piu' grandi soddisfazioni me le ha date Manuela Fadda , che ho
seguito da quando lei aveva 12 anni e che ha partecipato nel suo breve percorso agonistico a due Mondiali juniores uno di cross e uno di corsa in Montagna e due Campionati europei sempre di cross , vinto un titolo Italiano di corsa in Montagna da juniores.
Ma credo di aver avuto molti altri atleti in grado di darmi soddisfazioni e non solo nel mezzofondo (dal mio gruppo sono uscite anche se non seguite direttamente da me , Elena Brambilla, Ripamonti Francesca, Bestetti Beatrice).
Un ricordo da atleta, perchè sei stato un atleta vero?
La mia piu' grande soddisfazione d atletica e' arrivata sfortunatamente prestissimo, nel 1972 , ero primo anno cadettto ( allora eravamo chiamati cat. RAGAZZI) , durante il meeting Internazionale di Siena (paragonabile al Golden Gala di adesso) si svolgeva un gara di 1000 metri che chiamava all'appello i migliori atleti selezionati da prove provinciali in tutta l'Italia. Al via 96 atleti divisi in 6 batterie ad 16 ..nei 1000.
Ci sono arrivato con il 17 esimo tempo , quindi il primo degli esclusi dalla miglior serie..
Il piatto forte del meeting era ARESE con Woluther negli 800 e Dionisi nel salto in con l'asta oltre ad un giovane emergente , certo Pietro Mennea che faceva i 200.
40.000 spettatori a tifare , quando sono partito per la mia gara ero troppo motivato ho dominato al mia serie e sono andato cosi' forte da battere anche i migliori della prima serie. Cosi' ho vinto .
L'intervista con i giornalisti della DOMENICA SPORTIVA e' stata decisamente una frana.
Non posso poi dimenticare il titolo italiano da Allievo nel campionato Italiano di staffetta
con la SNIA MILANO .
In qualche cross e anche in qualche garetta su pista mi e' capitato di battere anche un certo Alberto Cova..ma e' stato un caso. Ho smesso di correre in modo agonistico durante il servizio militare ( Esercito-aggregato Reparto Sportivo 3^ Corpo di armata) con qualche altro tentativo subito dopo..
Aneddoto, il capitano che seguiva il centro sportivo militare di Pavia , un giorno mi ha detto..Passoni , perchè invece di correre non alleni che si sembri piu' bravo!!!
I miei personali:
800 -1'58"7
1500-3'59"5 ( juniores 3'59"8)
3000- 8'41"
5000- 15'02" ( da juniores 15'12")
accontentiamoci...!!!
Quello che ricevo dai giovani e' un bagaglio enorme in termini di emozioni, di esperienze di vita , in un confronto sempre aperto ,sereno e spontaneo che mi porta ad essere per loro da sempre non solo il tecnico ma anche molto altro così come loro per me non sono sempre e solo dei semplici atleti.
Il rapporto con i miei ex atleti e' ancora vivo... i miei ex atleti sono sono pure il mio medico, il mio idraulico, il mio elettricista il mio carrozziere ecc...(sara' conflitto di interesse?).
Badate bene che questo rapporto non solo tecnico per molti non sembra essere un bene, ma se non ci fosse questo rapporto che va oltre al semplice mettere giu e far svolgere un programma di allenamento....non si andrebbe da nessuna parte.
Ogni anno Natale molti atleti mi fanno un regalo, ma io a loro dico sempre che il miglior regalo che possiamo farci e' quello di vederci e lavorare insieme tutti i giorni.
Inoltre il mio rapporto e' sempre aperto non solo con i miei atleti , dirigenti, tecnici ma con tutti coloro che fanno parte dell'ambiente atletica leggera.
Credo infatti di conoscere ed avere rapporti con un enormità di persone non solo in Lombardia.
Qual'è per te il più grande atleta di sempre
Non ce' un vero idolo per me.
Comunque due o tre sono gli atleti che mi hanno certamente lasciato un segno , il primo ABEBE BIKILA , per come ha saputo insegnare a tutti come attraverso lo sport , i sacrifici per farlo e l'impegno per raggiungere certe imprese si possa insieme a tutto ciò anche trasformare la cultura dello sport stesso anche in paesi poveri e privi di strutture e si sensibilizzino i popoli a vivere lo sport anche come cultura ed impegno sociale.
Il secondo , ovviamente sempre nel fondo, Lasse Viren che ha segnato il passaggio tra l'atletica moderna e l'atletica passata . Vincere in due Olimpiadi 5000-10000 e passare anche attraverso la maratona non e' poca cosa. Nei 10000 a Monaco e' caduto si e' rialzato, ha vinto ed ha fatto il record del Mondo.
Prima di lui il Keniano , Kip Keino , vincitore nei 3000 Siepi nel 1972 a Monaco , ma capace di stare al top dal 1964 al 1973.
Se uno pensa a quello che ha fatto nel 1964 Kip Keino alle Olimpaidi impressionante..ha fatto tutte le gare di mezzofondo che vi erano in programma senza preoccuparsi del risultato ..l'importante era correre.
Fuori dal giro del fondo , indubbiamente , Jesse Owens .
Un obbiettivo ed un sogno
Il primo grande obbiettivo e' riuscire a migliorare ed a strutturare l'insieme nel suo complesso della attività sportiva che svolgo .
Miglior condizioni e possibilità di allenare e far crescere i miei atleti.
Il sogno ..e' come credo per molti..portare un atleta ..ad un successo importante in una manifestazione Internazionale....
Ma vi assicuro che io sogno sempre , anche ad occhi aperti perche ogni occasione e' buona per credere in qualcosa di buono.
-Ci vediamo !
Milano 25 marzo 2010
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